Il Girone dei Golosi

Ricette gustose di Sandra Bubù

Amo cucinare, fotografare le mie pietanze, commentare le mie esperienze in giro per il mondo.
Da un prodotto povero e genuino trasformo in una pietanza chic.

Troverete le mie ricette, ricette di chef famosi e colleghi e di amiche appassionate per la culinaria

"La cucina è
l'atto più privato e rischioso. Nella cucina cè la tenerezza o il odio.
Si versa
nella padella condimento o veleno.
Cucinare
non è il servizio.
Cucinare
è un modo di amare gli altri. "


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venerdì 23 aprile 2010

Il “rito” del tè



C’era una volta… il té delle cinque!

Le si­gnore che invitavano le amiche al ricevi­mento pomeridiano allestivano una vera e propria tavola imbandita, intorno alla quale ci si sedeva per bere il té accompagnato da tartine, pasticcini, torte.

Oggi questa usanza è in gran parte tramontata.

E anche le signore più tradizionaliste (e che pos­sono permetterselo perché non lavorano, non hanno figli da seguire, né problemi di altro genere) pur non rinunciando al loro té (magari con canasta o bridge po­meridiano) hanno semplificato il rituale, ac­contentandosi di un carrello sul quale di­spongono le tazze, la teiera, la zucche­riera, i cucchiaini, il bricchetto con il lat­te o il piattino per il limone e il vassoio con i dolcetti; esse stesse, poi, provvedono a servire il té alle amiche sedute sui di­vani del soggiorno o intorno ai tavolini da gioco.
Mentre la scelta del vasellame di­pende ovviamente dai gusti e dalle pos­sibilità, sulla scelta della teiera si può fare invece una piccola divagazione che riguar­da il materiale.

Si dice che il té cinese si «trovi» meglio in un recipiente di ce­ramica o di porcellana, mentre quello di Ceylon in una teiera di materiale poroso, come terracotta, o di metallo, che si im­pregnerà maggiormente di tannino.

L’im­portante, comunque, è che la teiera ab­bia il «becco» lungo e sottile per poter versare il liquido in un «getto» continuo e fine, e impedire il passaggio delle foglioline. A tale scopo, comunque, si deve usare anche il passino, che può essere applica­to direttamente al becco della teiera op­pure posato sulla tazza mentre si versa il té.

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