Cucina del mondo

Ricette gustose di Kika Frizzantina (Sandra Bubù)

Amo cucinare, fotografare le mie pietanze, commentare le mie esperienze in giro per il mondo.
Da un prodotto povero e genuino trasformo in una pietanza chic.

Troverete le mie ricette, ricette di chef famosi e colleghi e di amiche appassionate per la culinaria

Parlo di sensi in tudo e non solo di gusto...
La risposta é semplice: un piatto non si conosce solo attraverso i sapori ma attraverso il perfetto connubio tra aspetto, odore, gusto e… suono!

https://www.facebook.com/kikafrizzantina


cuoca, chef, masterchef, food, ristoranti, ricette, cucina, carlo cracco, joe bastianich, carne, grigliata, cook,


mercoledì 1 novembre 2017

CROQUE MADAME

CROQUE MONSIEUR O CROQUE MADAME.
l croque madame, detto in parole povere è un ricchissimo toast farcito di prosciutto e formaggio con copertura di besciamella e formaggio cotto dapprima nel burro e poi rifinito in forno....ma per non farsi mancare nulla dovrete aggiungere anche un uovo all'occhio di bue da aggiungere sopra al tutto!!
Il croque madame è una variante del, forse, più celebre croque monsieur, la differenza tra i due sta proprio nell'aggiunta dell'uovo all'occhio di bue mancante nel croque monsieur.
Dosi & Ingredienti

Dosi per
4 persone
Difficoltà
bassa
Preparazione
20 min
Pane bianco in cassetta oppure 4 di pane per crostoni - 8 fette
Besciamella 100 gr
Burro 60 gr
Prosciutto cotto 200 gr
Senape 2 cucchiai da tavola
Emmenthal o groviera - 300 gr
Mozzarella 125 gr
Senape all'antica q.b.
Tagliate a metà la fetta di pane o se usate fette più piccole, prendetene due. Spalmate la senape su una parte di fetta.
Farcite con formaggio e prosciutto, quindi chiudete con la seconda fetta di pane.
Se siete golosi potete aggiungere anche un po' di mozzarella e spalmare la seconda fetta di pane con della senape all'antica.
Fate sciogliere del burro in una padella e fatevi rosolare il croque madame.
Quando sarà ben dorato, trasferitelo in una teglia, copritelo con la besciamella e dell'emmenthal grattugiato.
Infornate a 200°C fino a che non sarà ben gratinato.
Mentre i croque madame sono in forno, fate cuocere un uovo all'occhio di bue in una padella dando una forma tonda aiutandovi con un coppa pasta. Insaporiteli con sale e pepe bianco.
Realizzate tante uova all'occhio di bue quanti sono i croque madame.
Sfornate i croque madame e adagiatevi sopra l'uovo all'occhio di bue. Serviteli ben caldi

martedì 17 ottobre 2017

Bistecca di bucce di banana impanata

Non si butta via nulla!
Ingredienti: 4 bucce di banane mature
 2 spicchi d'aglio ben pressati
 1 cucchiaino di sale 
Pepe qb
 ½ salsa di prezzemolo finemente tritato
 Succo di 1 limone 
Metodo di preparazione: Battere leggermente le bucce come quello per la carne
 Lasciare i buoi in marinatura per 30 minuti per raccogliere sapore.  
 - passare nella farina di grano - passare nelle uova battute (2) - passare nella farina e Friggere in olio riscaldato fino a dorato sulle due facce. Mettere il tovagliolo di carta per rimuovere il grasso in eccesso. Servire caldo. Suggerimento: se preferite è possibile utilizzare la farina di cereali invece della farina. Diventa veramente croccante!

nb: lavare bene le bucce con un cucchiao piccolo di bicarbonato

domenica 8 ottobre 2017

La Finocchiona

La Finocchiona è un insaccato tipicamente toscano, una vera istituzione per gli abitanti soprattutto del Chianti fiorentino e del senese; nella zona dell'Impruneta, nei pressi di Firenze, viene anche chiamata "sbriciolona" poiché dev’essere estremamente morbida, tanto da sbriciolarsi al taglio, che deve essere eseguito rigorosamente a mano.

Questo ghiotto salume è così chiamato per i semi di finocchio aggiunti all'impasto di puro suino; la carne grassa, costituita dal guanciale, viene triturata finemente insieme a quella magra, quindi miscelata con vino rosso, sale, pepe ed aglio, semi di finocchio ed infine insaccata in un budello cieco di manzo, spesso di notevoli dimensioni.

Ricetta Garam Masala

Garam Masala, una miscela di spezie originaria del nord dell’India che si è poi diffusa in tutto il paese. Garam significa “piccante”, masala significa “spezia”. In realtà il grado di piccantezza varia molto in base alla regione e più semplicemente secondo i gusti di chi prepara.
La versione che vi propongo è quella generalmente diffusa nella parte settentrionale dell’India; aggiungendo una foglia di alloro secco assume una caratterizzazione propria del Punjab; sostituendo il cardamomo con lo zafferano, che viene coltivato in Kashmir, prende la connotazione di questa regione a lungo disputata.
Per la realizzazione del Garam Masala non è necessario tostare le spezie; questo procedimento viene impiegato in altre miscele tradizionali.
Questa polvere fragrante non viene aggiunta che negli ultimi cinque minuti di cottura, tempo sufficiente per permettergli di amalgamarsi con gli altri aromi, o semplicemente sparsa sul piatto finito prima di servirlo.Viene così impiegata per i curry, i cibi stufati e alla griglia ma può essere utilizzata anche per aromatizzare lo yogurt.

Garam Masala

Per un vasetto da 25 g circa

pepe nero un cucchiaio
semi di coriandolo un cucchiaio
cumino un cucchiaio
cannella mezzo cucchiaino
noce moscata la punta di cucchiaino
chiodi di garofano mezzo cucchiaino
cardamomo nero una bacca
cardamomo verde cinque bacche

Ponete tutte le spezie nel mortaio e pestate leggermente con il pestello per rompere le bacche di cardamomo verde. Con l’aiuto di un coltellino grattate i piccoli semi neri e profumati ed eliminate le capsule verdi.

Pestate alacremente fino a raggiungere la consistenza di una polvere appena grossolana. Se utilizzate un macinino del caffè o un blender occupatevi preventivamente di svuotare le bacche di cardamomo verde.

Foglie di curry (Curry Leaves)

foglie di curry (Curry Leaves) patiscono un grande problema di identità. Sono spesso confuse con l'omonimo blend di spezie, che come saprete di foglie di curry non ha traccia; in realtà il curry è una miscela che cerca proprio di replicare il sapore delle foglie.

Poi c'è un'altra questione che riguarda la parola curry, genericamente usata per descrivere gli stufati indiani. I piatti di curry devono il loro nome alla parola indiana "kari" che indica le foglie di curry.
Ora che abbiamo fatto chiarezza riguardo alla parola curry, diamo uno sguardo più attento a questa splendida foglia.

FOGLIE DI CURRY: PROPRIETÁ  

Le Kary, o foglie di curry, provengono dall'albero di curry, imparentato alla famiglia degli agrumi, originario dell'India meridionale e dello Sri Lanka. Il suo nome botanico è Murraya koenigi.

sabato 7 ottobre 2017

Gnocchi di patate e castagne con salsa al timo e zafferano

Perché non utilizzare la farina di castagne, invece della tradizionale farina 00 per preparare degli gnocchi originali e leggermente dolci? Il condimento poi, abbinando il delicato sentore dello zafferano a guanciale e pecorino, riporta sul salato, regalando piacevoli sensazioni al palato!

Ingredienti per 4 persone: 800 g di patate farinose, 200 g di farina di castagne, 1 uovo, 2 bustine di zafferano 3 Cuochi, 80 g di guanciale tagliato a cubetti, pecorino sardo DOP fresco dell’Ogliastra, 1 cucchiaio di amido di mais, 50 ml di brodo vegetale, una decina di rametti di timo, olio extravergine di oliva, sale e pepe bianco in grani.

Bollire le patate con la buccia in acqua salata e dopo mezzora circa provarne la cottura. Scolarle, sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate. Fare una fontana sulla spianatoia, salare, lasciar raffreddare e nel frattempo preparare il condimento. Tagliare il guanciale a cubetti e scottarlo in una padella antiaderente finché non sia croccante. Togliere il guanciale e scaldare il fondo di cottura con 3 cucchiai di olio extravergine. Rosolarvi per 1 minuto l’amido di mais, poi unire le foglioline di timo, tenendone da parte alcune per guarnire, qualche cucchiaiata di brodo vegetale in cui sia stato sciolto lo zafferano e mescolare finché si formi una cremina densa e profumata. Condire con una generosa macinata di pepe.
Unire i cubetti di guanciale, mescolare e tenere in caldo nella padella.
Mettere un uovo e un pizzico di sale al centro della fontana di patate schiacciate, romperlo con la forchetta ed aggiungervi la metà della farina di castagne, unendo il resto poca alla volta. Formare un impasto omogeneo, avvolgerlo con la pellicola e lasciar riposare per una decina di minuti, poi spolverare il piano di lavoro con la farina, togliere poco impasto alla volta e formare dei rotolini che a loro volta andranno tagliati a pezzetti per formare gli gnocchi. Lessarli in acqua salata facendo attenzione che non si attacchino sul fondo e scolarli con il ramaiolo quando affiorano. Versarli in padella con il condimento, mescolare bene e, una volta terminato l’impasto, disporre nei piatti con scaglie di pecorino sardo DOP fresco. Guarnire con il guanciale e ciuffetti di timo.

venerdì 6 ottobre 2017

Come preparare una cena stili indiano






Lo stile indiano è uno stile molto caratteristico e colorato, con rifiniture ricercate e profumi e aromi molto speziati. La cucina infatti tratta spesso di sapori e aromi particolari ai quali la cucina italiana non ci ha abituati e che quindi non a tutti possono piacere. Tuttavia potrebbe essere molto divertente organizzare una cena particolare con i nostri amici e parenti in perfetto stile indiano.
possono piacere. Tuttavia potrebbe essere molto divertente organizzare una cena particolare con i nostri amici e parenti in perfetto stile indiano. In questa guida, quindi, vedremo come fare per riuscire ad organizzare una cena in perfetto indiana

 Per quanto riguarda il cibo sicuramente dobbiamo orientarci per i primi o i secondi col curry, miscela di aromi e di spezie di origine indiana. Ma è possibile optare anche per dei primi piatti a base di riso come il Riso al Limone, il Riso alle Verdure, il Byriani e il Dalchini Palau, oppure a base di pollo come la Shorba. Anche per i secondi è possibile optare per dei piatti a base di pesce come il Pesce Tandoori, il Pesce con Yoghurt e il Pesce Amritsari oppure a base di pollo come il Korma di Pollo e il Pollo Tandoori

Il dolce
Per concludere la cena bisogna servire il dolce accompagnandolo con una bevanda tipica indiana. Per quanto riguarda la scelta del dolce, il consiglio è di preparare del Kheer (ossia un budino di riso) oppure del Kulfi (ossia un tipico gelato indiano con mandorle) in quanto si tratta di dolci di semplice preparazione e che richiedono ingredienti facilmente acquistabili in supermercati e negozi di alimentari. Per quanto riguarda invece la scelta della bevanda, il consiglio è di preparare l'immancabile Chai (il the indiano per eccellenza) o del Latte Badam (ossia un latte caldo speziato dal sapore delicato

lunedì 18 settembre 2017

Amok Specialità Cambogiana

AMOK SPECIALITA' CAMBIGIANA
l piatto più famoso della cucina khmer è forse l’amok, un filetto di pesce fresco ricoperto di kroeung ed arrostito con noccioline, latte di cocco ed uova. In alcuni casi viene cotto avvolto in foglie banana, in altri invece viene bollito e servito come una zuppa di pesce. Sebbene sia diffuso in tutta le regione, l’amok cambogiano si distingue per il suo non essere troppo piccante, ricercando invece un sapore più fragrante e aromatizzato.

Ogni volta che parto per un viaggio mi piace fantasticare su cosa mi capiterà di assaggiare, su quali saranno i piatti che ricorderò e quali quelli che non vorrò magiare mai più (di solito non ce ne sono 🙂 ). Premetto che io sono una persona che prima di dire che una cosa non mi piace la assaggio, e generalmente, a parte casi eccezionali, mi piace tutto.

mercoledì 6 settembre 2017

Il senso del gusto

La mappa dei sapori, l'umami e i sushi bar

Il gusto viene percepito quando introduciamo del cibo in bocca, ma non tutta la bocca è deputata in modo indifferenziato alla percezione dei sapori. Esiste una mappa dei sapori, nel senso che esistono delle aree della lingua dove un certo tipo di gusto viene percepito prima, dove la soglia di sensibilità per quello specifico gusto è più bassa. In particolare: sul fondo abbiamo i recettori del gusto amaro, nelle aree antero-laterali quelli del salato, in quelle postero-laterali i recettori del gusto acido e sulla punta i recettori del gusto dolce. Ma la percezione del gusto avviene anche attraverso recettori situati sull'epiglottide e il palato molle. E il gusto umami? L'umami è stato identificato nei primi del '900: ci si rese conto che il tipico brodo di alghe e pesce giapponese aveva un gusto proprio che non poteva essere classificato all'interno di uno dei quattro gusti già noti. Kikunae Ikeda lo individuò: era il glutammato, un aminoacido presente nelle proteine sia animali che vegetali e fornisce al cibo il tipico gusto sapido, che non è salato ma dà sapore. Da noi l'umami, è diventato un gusto noto e riconoscibile da poco, ovvero da quando abbiamo scoperto i sushi bar non solo come luoghi cool, trendy, chic, ma come un vero inno al gusto e ai suoi sapori.

sabato 2 settembre 2017

Ikea adesso non fa montare solo mobili per spaccare i piedi, ma pure i cibi.










Ikea adesso non fa montare solo mobili per spaccare i piedi, ma pure i cibi. Ohh signurrrr! Non è male come idea, ma , ma, ma..
I poster Ikea che si possono cucinare
L'azienda svedese ha realizzato in Canada una serie di fogli di carta che permettono di preparare piatti fantasiosi con estrema facilità.

Come sarebbe cucinare seguendo ricette scritte in stile Ikea? In Canada, l’agenzia Leo Burnett ha ideato The Ikea Easy Recipe Series, una nuova campagna per l’azienda di mobili svedese.

Questi poster si ispirano allo stile delle istruzioni di montaggio utilizzate per costruire una libreria o un comodino. Non contengono inchiostro tossico e su di essi è stampata una specifica ricetta. Basta posizionare gli ingredienti, anche questi Ikea, sui punti indicati dal poster e arrotolare la carta, che poi andrà messa in forno.

Dai ravioli al pesce, le dosi, le salse e i condimenti sono indicati con estrema precisione. Visto il risultato, chissà che l’iniziativa non venga allargata agli store nel resto del mondo.


lunedì 7 agosto 2017

Paella Valenciana

Paella : ingredienti per 4 persone

  • 400 g di riso Bomba
  • 1,5 l di brodo di pesce
  • 1 Seppia piccola
  • 5 Calamari piccoli
  • 300 g di gamberi
  • 6 Scampi
  • 500 g di cozze
  • 500 g di vongole
  • 1 peperone rosso
  • 100 g di piselli
  • 1 bustina di zafferano
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 ciuffi di prezzemolo
  • 100 g di olio evo
  • Sale q.b.
  • Fettine di limone per decorarla
  • Per il brodo di pesce
  • 700 g di teste, lische e pesce poco pregiato
  • 1 cipolla
  • 2 gambi di prezzemolo
  • 1 carota
  • Sale un pizzico
  • 3 grani di pepe
  • 1 bicchiere di vino bianco asciutto
Taglia a fettine la cipolla e la carota. Sminuzza i gambi di prezzemolo e metti a bollire per circa 30 minuti tutti gli ingredienti insieme a un litro e mezzo di acqua. Filtra e metti da parte il brodo così ottenuto.
Procedimento per la paella
Come prima cosa pulisci il pesce, taglia ad anelli i calamari, a striscioline le seppie e tienili da parte. Cuoci in una padella con dell’olio i gamberi e gli scampi e tieni in caldo. Lava e taglia a striscioline sottili il peperone rosso e mettilo da parte.
Cuoci le cozze e le vongole con aglio, prezzemolo, un poco di sale e l’olio fino a quando non saranno tutte aperte. Unisci il fondo di cottura al brodo di pesce. Sguscia i frutti di mare, mantenendone qualcuno con il guscio per la decorazione, e metti da parte il tutto.

A questo punto, nella grande padella metti a soffriggere con i 100 ml di olio le seppie e i calamari, quindi aggiungi il brodo di pesce. Quando il brodo inizia a bollire versa il riso e amalgama bene per i primi cinque minuti. Passato questo tempo è bene non toccare più il riso ma soltanto saltarlo, aiutandoti con i manici della apposita padella. In questo modo si eviterà di indurlo a liberare troppo amido. Fai cuocere a fiamma alta per i primi cinque minuti, poi abbassa il fuoco e aggiungi i piselli, i peperoni, le cozze le vongole senza il guscio, distribuendo uniformemente tutti gli ingredienti sulla superficie della paella; non girare mai con il cucchiaio In questo modo si formerà la famosa crosticina (la socarrat) così apprezzata dagli intenditori di paella.

Fai cuocere per altri dieci minuti rialzando la fiamma. A questo punto toglila dal fuoco, coprila con della carta da forno bagnata e strizzata o con un canovaccio umido e lasciala riposare per circa cinque minuti. Questa operazione le consentirà di perdere un poco di umidità senza asciugare troppo e di ultimare la cottura di eventuali chicchi di riso rimasti un poco al dente. Se osserverai queste piccole regole, la tua paella sarà cotta al punto giusto e soprattutto, cosa importantissima per questo piatto, ogni chicco risulterà separato dall’altro; se una paella risulta “empastrat”, termine valenziano per definire il riso colloso, la paella non è venuta bene. Prima di portare in tavola, aggiungi i frutti di mare con il guscio e completa la decorazione con spicchi di limone.

domenica 16 luglio 2017

Dove mangiare a Iseo-BS

tINCA AL FORNO
http://www.storienogastronomiche.it/lago-iseo-e-monte-isola-dove-mangiare-tipico-e-cosa-provare/

Vino affinamento subacqueo Monte Isola Brescia

Peschiera Maraglio di Monte Isola (Brescia), dopo quasi un anno di affinamento subacqueo, sono riemerse dal fondale del lago d’Iseo 1550 bottiglie e 30 magnum di spumante Metodo Classico 2010 dell’Agricola Vallecamonica. Ha ideato il singolare esperimento il titolare Alex Belingheri, proprietario dell’azienda di Artogne (Brescia)