Il Girone dei Golosi-Ricette e ospitalità

FOOD BLOG-COMFORTFOOD DI KIKA FRIZZANTINA

Ola! Mi chiamo Kika Frizzantina...

Amo cucinare, fotografare le mie pietanze, commentare le mie esperienze in giro per il mondo.
Da un prodotto povero e genuino trasformo in una pietanza chic.

Troverete le mie ricette, ricette di chef famosi e colleghi e di amiche appassionate per la culinaria

"La cucina è
l'atto più privato e rischioso. Nella cucina cè la tenerezza o il odio.
Si versa
nella padella condimento o veleno.
Cucinare
non è il servizio.
Cucinare
è un modo di amare gli altri. "


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venerdì 30 aprile 2010

Risotto agli asparagi selvatici


Questo mazzetto mi ha regalato una amica cuoca di montagna.

Ingredienti per 4 persone

* 1 mazzetto di asparagi selvatici appena colto
* 2 porri
* 1 bustina di zafferano
* olio extra vergine di oliva
* sale e pepe
* 1 dl di brodo
* 400 gr di riso
* 1 bicchiere di vino bianco
* 20 gr di burro

Preparazione: Pulite gli asparagi, privateli della parte più dura e tritateli grossolanamente. Attenzione che negli asparagi selvatici la parte dura è di più di quelli da serra, per cui calcolate poco più della metà. Nel frattempo pulite e affettate anche i porri e metteteli a soffriggere in padella con l’olio. Quando cominceranno a dorarsi aggiungete anche gli asparagi e fateli rosolare.

Mettete a tostare il riso, mescolando con un cucchiaio di legno. Versate nella padella il bicchiere di vino e fatelo sfumare. Una volta evaporato versate il brodo, in cui avrete precedentemente sciolto lo zafferano: anche qui attenzione perchè per un risotto perfetto il brodo va messo gradualmente, quasi un cucchiaio alla volta, tenendo d’occhio il tempo di cottura del riso. Salate e pepate. Appena prima di servire mantecate il riso con il burro. Per chi gradisce potete aggiungere una grattugiata di parmigiano.

Gaia Montebello

Due in Uno


Prima o poi mi avveleno...ahaaa!!
Nei miei giri di "Jogging" devo ritornare a casa con qualcosa di gustoso e profumate. Qui in ItALIA non tutte le erbe cosnosco, però seguo gli anziani nei campi e faccio mille domande. Poi naturalmente prima di consumare faccio una ricerca in Internet.
Qui al lago di Garda lo chiamano Roertis, ma in altre parte RAFANI, BRUSCA, ECC... Spero che sia corretto.

Io li considero degli asparagi selvatici però non fatevi ingannare...la particolarità dei rafani è che sono molto amari e quindi se non siete degli amanti del genere non ve li consiglio! Se volete più informazioni tecniche guardate qui.Io abitualmente li faccio cuocere in padella con il normale soffritto (senza sbollentarli prima altrimenti perdono il loro mordente) però la tradizione popolare prevede che ci si faccia una bella zuppa...

Ho provata anche fare la frittata ed buonissima!
Ciao,
Gaia Montebello

Piante e fiori velenosi

PIANTE E FIORI
Molte piante d’appartamento e non, contengono sostanze dannose, che possono danneggiare il corpo se ingerite (causando avvelenamento, talora con conseguenze mortali anche se la quantità assorbita è minima) o per contatto:
Primula: il picciolo delle foglie può causare irritazione.
Filodendro: i piccioli lasciano un lattice bianco che, a contatto con la pelle, può provocare eruzioni cutanee sulle mani e sulle braccia o irritazioni alla bocca o agli occhi.
Oleandro: in tutte le sue parti è estremamente tossico; è sufficiente l’ingestione di una foglia per uccidere un adulto!
Tulipano: le squame del bulbo possono causare irritazioni intorno alle unghie e sulle dita.
Stella di Natale : le foglie, di colore rosso, contengono un lattice tossico che irrita la pelle e gli occhi.
Cicuta: pianta diffusissima nei campi, con fiori bianchi a ombrello; tutta la pianta è molto velenosa se viene ingerita.
Aconito: diffuso nelle regioni settentrionali, coltivato anche in giardino; ha fiori blu a forma di elmo, riuniti a grappoli; tutta la pianta è estremamente velenosa.
Colchico o croco: pianta che cresce spontaneamente nei prati, con fiori violacei a forma di giglio; tutta la pianta è velenosa.
Albicocca, pesca, prugne, semi Il nocciolo all'interno racchiude il seme che contiene acido cianidrico. L'ingestione di 2 o 3 semi di albicocca o 5 di pesca o prugna può uccidere un bambino. Il nocciolo ingoiato intero non è tossico.
Falso mirtillo: Molto simile al mirtillo commestibile è una bacca insipida e farinosa di colore blu scuro.
Digitale: è un fiore che cresce spontaneo sulle pendici delle alpi, con fiori tubolari. Tutta la pianta è velenosa.
Ricino: Arbusto spontaneo o coltivato. Le bacche nero e lucenti, a volte con striature, contengono i semi velenosi. Bastano 3 o 4 semi per uccidere un bambino.

ALTRE PIANTE VELENOSE PER INGESTIONE DI ALCUNE LORO PARTI SONO:
Agrifoglio (bacche e foglie), Calla ( frutti), dracena (foglie e fusto), Edera (bacche), Narciso (foglie e tubero), Pungitopo (bacche rosse), Rododendro (tutta la pianta), vischio (bacche color madreperla), Mughetto ( radice), Brionia ( bacche arancioni e rosse, radici), Caprifoglio ( bacche rosse e nere), Daphe ( bacche e tutta la pianta), Dulcamara ( bacche verdi e rosse, tutta la pianta), Erba morella ( bacche verdi - viola - nere, tutta la pianta), Fitolacca ( frutti e radici), Stramonio ( baccelli verdi che contengono semi, tutta la pianta), Croton ( foglie), Prunus Lauroceraso ( tutta la pianta, tranne la polpa del frutto), Belladonna ( bacche nere, tutta la pianta), ranuncolo bianco o anemone di bosco (tutta la pianta), Scilla o falso giacinto (tutta la pianta), Calicanto (giardini e aiuole, parte velenosa semi).

martedì 27 aprile 2010

Millefoglie al salmone fresco

In verità questa ricetta non è ideata da me. Autore. Ho voluta cambiare il salmone affumicato con quello fresco. Beh...l'affumicato sincermentete per i miei gusti è un po' noioso. Preferisco con il salmone fresco. Mela rossa, avocado e salmone fresco.

Ingredienti
un avocado maturo
2 mele rosse
80 g salmone
olio evo
sale
pepe

Preparazione
Pulite l'avocado e tagliatelo a fette con la mandolina, se è troppo maturo usate il coltello, fate lo stesso con la mela e tagliate a striscioline il salmone. Servendovi di un coppapasta cominciate a comporre la vostra millefoglie condendo ogni strato con olio, sale e pepe.

Caxambu

lunedì 26 aprile 2010

Insalata di ruccole e mandarini



Ingredienti:

Ruccola selvatica
Mandarini
Chips diBarbabietola per la decorazione
Olio di oliva extra vergine
Sale qb
Pepe qb

Preparazione:
Come da foto(è semplice e veloce)

Ciao, Sandra Caxambu

Cipolloti selvatici-Chi cerca trova


Oggi due ore di "Jogging" in mezza la campagna. Non perderò mai il vizio di raccogliere tutto quello che trovo, naturalmente commestibile. Infanzia da "Molino Bianco", cresciuta in fattoria con la nonna, ho abbastanza conoscenza di verdure, erbe aromatiche, spezie, agrumi, frutta, ecc...
Già... 1 mese fà avevo raccolti dei cipolloti selvatici e come antipasto ho aggiunto nel carpaccio di salmone fresco.
Pensavo di non trovare più nei campi i miei deliziosi cipolloti selvatici.
Camino, camino... e ne ho trovati circa 1 kg come dimostra la foto. Con il rischio di essere sbranata da un pastore tedesco abbastanza agitato, terreno suo e non dovevo fermarmi a racogliere nulla. Beh per questa volta è andata liscia!! Qui dove vivo "Lago di Garda" si trova un po' di tutto nei campi.

Io sono del parere che bisogna aprofitare e racogliere quello che la natura ci ofrre...Costo zero, (salvo il pastore incazzato), una bella caminata fà bene al cuore e e si porta a casa qualcosa di fresco naturale, buono e profumato per preparare una bella insalata, zuppa, brodo, ecc... Basta avere idea!! I cipolloti selvatici non sono molto tenere, sono abbastanza fibrosi, ideale per le zuppe, brodo vegetale, confetture di agrumi e decorazione pietanze.
Io faccio un po di tutto con cipolloti selvatici, anche il gambi lunghi sono utili per la decorazione nelle pietanze, specialmente nel Finger Food. Percio nulla va buttato via nulla! Se avete l'occasione di fare una caminata fatti attenzione alle foglie d'erbe e verdurine in mezzo i campi e ai lunghi sentieri, potete portare a casa un po' di varietà da cucinare. Attenzione se non siete capace di identificare le specie, non mangiate!

Ciao...
Gaia Montebello

domenica 25 aprile 2010

Verdure grigliate e San Daniele



Per 2 persone

- 100g di prosciutto crudo San Daniele
- 2 zucchine medie
- 2 pomodorini
- 1/4 di peperone rosso
- 1/4 di peperone giallo
- 1/2 cipolla rossa dolce
- 1/2 avocado maturo

Affettare sottilmente e passare velocemente alla griglia o alla piastra le zucchine e i peperoni, comporre a strati aggiungendo i pomodorini crudi, le fettine di avocado maturo e servire con dei pezzetti di prosciutto crudo dolce. Un filo d’olio e origano alla fine.
Consiglio di affettare il prosciutto al momento e disporre delle fette spesse e non troppo regolari.

Visita sito autore ricetta

sabato 24 aprile 2010

Crepes


Con mousse al ciccolato
Con asparagi crudi
A me piace stuzzicare e poi da quando è venuta fuori sta moda del finger food sono felicissima perchè cosa c'è di più godurioso di mangiare stuzzichini e di mangiare con le mani?? hanno unito insieme le due cose più belle del cibo, e io gliene sarò sempre grata!
Altre creatività con le crepes.

Gaia Montebello

venerdì 23 aprile 2010

Il Guacamole



Finalmente sembra che il tempo stia diventando più clemente, e con le prime temperature più tiepide a me viene subito voglia di mangiare cose un pochino più leggere e colorate. Per esempio mi viene una gran voglia di cibi rossi, freschi e croccanti da gustare con una bella birra fresca. Questa ricetta é perfetta per una serata tra amici in allegria, é infatti una ricetta molto conviviale in cui tutti si passano qualcosa ed in cui ogni ospite può divertirsi a farcirsi le proprie tortillas da solo. Inoltre il pollo con il lime secondo me sta davvero bene. Volendo potete preparare anche un guacamole per accompagnare questo pollo e magari servire il tutto con dei nachos croccanti. Se poi riuscite a trovare il coriandolo l'abbinamento sarà proprio perfetto altrimenti potete sostituire questa spezia con del prezzemolo. Invece fondamentale é il lime che in questo piatto é insostituibile, non potete barattarlo con il limone perché il sapore finale sarà profondamente diverso: ricordate che il limone in cottura tende a diventare amaro.

Il Guacamole é una delle salse più apprezzate dell’estate. A onor del vero sulla mia tavola comincia a comparire già con i primi soli primaverili, perché l’avocado é un frutto fresco dalle qualità organolettiche notevoli. Purtroppo é anche praticamente l’unico frutto fresco ricco di grassi oltre che di vitamine, per cui il suo consumo deve essere moderato. Comunque sorvolando sulle questioni strettamente nutrizionali ed abbracciando quelle di gusto vi propongo ora una ricetta “classica” del guacamole e una “variata”, potete proporle entrambe per un aperitivo o un brunch accompagnate dai soliti nachos oppure dal pane carasau.

Tartare di asparagi, avocado e capperi

200 gr. bulgur
100 gr. asparagi
1 pomodoro | 1 avocado
1 cucchiaino capperi sotto sale
2 melagrane
basilico
gherigli di noce
miele liquido
sale

Sbollentare gli asparagi per 10 minuti in abbondante acqua salata, scolarli, privarli dei gambi e tagliarli a pezzetti. Sbollentare il pomodoro per 3 minuti, pelarlo, privarlo dei semi e tagliarlo a cubetti. Aprire l'avocado in due, privarlo del nocciolo, sbucciarlo e tagliarlo a cubetti.
Tagliare a metà le melagrane e spremerle con lo spremiagrumi per ricavarne il succo. Cuocere il bulgur in acqua salata per 20 minuti, scolarlo in una ciotola e addolcirlo con 4 cucchiaini di miele. Lasciare che raffreddi.
Unire al bulgur, una volta raffreddato, gli asparagi, l'avocado, il pomodoro, le noci tritate, i capperi sciacquati sotto acqua corrente, 2 foglie di basilico spezzettate e il succo delle melagrane.
Lasciate che la tartare insaporisca e riposi per qualche ora prima di servirla (a temperatura ambiente o fresca).

Appetizers per un break delizioso






Giorno dda trapiantare i pomodorini....che fame. Allora un appetizer delizioso. Breasola con punta di asparagi crudi, mango e melanzane arrostita.

Gaia Montebello

Bicchierni di Zuppa di Cetriolo e polpa di Granchio


400 gr. cetrioli
200 gr. polpa di granchio
1 piccolo avocado
2 cipollotti | 125ml panna fresca
q.b. coriandolo
1 filoncino pane tipo baguette
3 cucchiaio succo di limone
1 cucchiaio olio evo

Mettere nel mixer il succo di limone, il cetriolo, l'avocado sbucciato, i cipollotti e 200ml di acqua ghiacciata. Azionare in modo da ottenere una crema. Aggiungere la panna liquida, mescolare e lasciar in frigo per almeno 1 ora.

Lavorare poi la polpa di granchio con il coriandolo, 1 cucchiaio di olio e qualche goccia di limone. Assaggiare e se necessario aggiustare di sale.
Versare la zuppa nei bicchierini, far tostare il pane ed una volta pronto spalmarlo con la crema di granchio. Servire i bicchierini ben freddi ed il pane ben caldo.
Se vi piace potete decorare la vostra zuppetta con dei ravanelli tritati finemente.

Coulibiac di salmone


ingredienti per 6 persone- Cucina russa

* 400gr di salmone fresco o surgelato
* 500gr di spinaci
* 250gr di riso
* 1 mazzetto di odori misti
* 4 uova
* succo di ½ limone
* 2 fogli di pasta sfoglia
* un tocchetto di burro
* 3 cucchiai di farina
* olio extravergine d’oliva
* una presa di sale

Fate bollire il salmone in una pentola piena d’acqua leggermente salata e con immerso il mazzetto di odori. Lasciate cuocere il pesce per almeno 15 minuti, al termine della cottura scolatelo e lasciatelo raffreddare quindi eliminate pelle e spine e riducetelo in pezzetti.

Nel frattempo fate bollire 3 uova in un pentolino per circa 5 minuti e mettete a lessare il riso in una pentola con dell’acqua leggermente salata. Quando il riso sarà cotto scolatelo, mettetelo in un’insalatiera ed incorporate un tuorlo d’uovo, mettete da parte il bianco, e qualche cucchiaio di succo di limone.

Adesso stendete i due fogli di pasta sfoglia ed allargatene leggermente uno. Adesso imburrate leggermente una teglia da forno ed infarinatela. Quindi stendete il foglio di pasta sfoglia più piccolo sulla teglia.

Spargete sulla pasta sfoglia uno strato di riso, lasciando libero qualche centimetro dal bordo. Successivamente sul riso formate uno strato di spinaci e quindi uno strato di salmone. Infine ponete su tutto le 3 uova sode intere dopo averle sgusciate.

Adesso alternate nuovamente gli ingredienti a strati fin quando non esaurirete tutto. Cercate di terminare gli strati con uno strato di riso. Coprite tutto con il secondo foglio di pasta sfoglia. Sigillate tutto spennellando il bordo della pasta con la chiara d’uovo battuta.

Spennellate la superficie della pasta sfoglia con un po’ di chiara d’uovo e ponete il coulibiac in forno a 200 gradi fin quando la pasta non risulterà ben colorata e leggermente gonfia. Uscite dal forno e scegliete se servire tiepida o fredda.

Pollo al Curry Verde e Latte di Cocco


Ingredienti per 4 persone

300gr. di petto di pollo
1 cucchiaio di olio di soia
2 cucchiai di pasta di curry verde
70cl. di latte di cocco
5 rametti di menta
5 rametti coriandolo
il succo e la scorza di mezzo lime
100 gr di fagiolini sbollentati
una falda di peperone verde
LA PREPARAZIONE

1. far scaldare l’olio e far cuocere appena i petti di pollo tagliati a striscioline, appena diventano dorati toglierli dal tegame


2. nella stessa pentola far sciogliere la pasta di curry per circa 3 minuti, poi aggiungere il latte di cocco e far cuocere per 5 minuti a fiamma media


3. aggiungere la menta, il coriandolo il succo del lime, i fagiolini, il pollo e far andare ancora insieme per altri 8 minuti o fino a quando il pollo sarà cotto e la salsa leggermente rappresa


4. servire nei piatti e guarnire con la scorza del lime e qualche striscia di peperone verde

Il “rito” del tè



C’era una volta… il té delle cinque!

Le si­gnore che invitavano le amiche al ricevi­mento pomeridiano allestivano una vera e propria tavola imbandita, intorno alla quale ci si sedeva per bere il té accompagnato da tartine, pasticcini, torte.

Oggi questa usanza è in gran parte tramontata.

E anche le signore più tradizionaliste (e che pos­sono permetterselo perché non lavorano, non hanno figli da seguire, né problemi di altro genere) pur non rinunciando al loro té (magari con canasta o bridge po­meridiano) hanno semplificato il rituale, ac­contentandosi di un carrello sul quale di­spongono le tazze, la teiera, la zucche­riera, i cucchiaini, il bricchetto con il lat­te o il piattino per il limone e il vassoio con i dolcetti; esse stesse, poi, provvedono a servire il té alle amiche sedute sui di­vani del soggiorno o intorno ai tavolini da gioco.
Mentre la scelta del vasellame di­pende ovviamente dai gusti e dalle pos­sibilità, sulla scelta della teiera si può fare invece una piccola divagazione che riguar­da il materiale.

Si dice che il té cinese si «trovi» meglio in un recipiente di ce­ramica o di porcellana, mentre quello di Ceylon in una teiera di materiale poroso, come terracotta, o di metallo, che si im­pregnerà maggiormente di tannino.

L’im­portante, comunque, è che la teiera ab­bia il «becco» lungo e sottile per poter versare il liquido in un «getto» continuo e fine, e impedire il passaggio delle foglioline. A tale scopo, comunque, si deve usare anche il passino, che può essere applica­to direttamente al becco della teiera op­pure posato sulla tazza mentre si versa il té.

Tapas


Tapas
Iniziamo il nostro viaggio alla scoperta delle tapas. Si pensa che sia l’Andalusia, regione famosa per i suoi vini, la terra d’origine delle tapas. La leggenda vuole che siano nate a Siviglia, verso le metà dell’Ottocento, per accompagnare il vino o lo sherry. Un’altra storia tramandata nei secoli vuole che le tapas siano state preparate per la prima volta nel XIII secolo per Alfonso X el Sabio (il saggio), re di Castiglia. Il sovrano, durante una malattia, era costretto ad assumere porzioni di cibo e vino, molto limitate, tra i pasti principali, e pare che, una volta guarito, avesse deciso che gli fosse sempre servito del cibo, accompagnato dal vino, tra il pranzo e la cena. Insomma, qualsiasi sia l’orgine, molto velocemente si espanse in tutta la Francia la tradizione delle tapas.

La parola tapas deriva dal verbo tapar, ovvero coprire. Questo perchè nelle locande andaluse il boccale di vino veniva servito tapado, quindi coperto, da una fetta di pane, di prosciutto, formaggio o salame, o anche da un piattino che conteneva qualcosa da mangiare. Tutto questo per evitare che dentro vi cadessero insetti. Insomma, vino coperto da cibo, anche l’etimologia porta sempre a questa tradizione della bevuta, accompagnata da piccole quantità di cibo, basti pensare, che proprio in Andalusia, le tapas ancora oggi vengono servite con questo spirito di accompagnamento, e quindi sono gratuite, comprese nella bevuta!

Nella più esclusiva Valencia questo non succede, ma la tradizione delle tapas è molto viva anche lì. Le tapas vengono consumate alla barra (bancone) o seduti ai tavolini, se ne ordinano tante varietà diverse, per gustarle con gli amici. Si passa dai gamberoni alle polpettine, dalle tortillas alle patatas bravas, per poi arrivare anche a una portata tipica i pimientos del Padron, piccoli e piccantissimi peperoncini fritti in padella. Altra caratteristica delle tapas è il mangiare con le mani, la maggior parte delle portate sono da gustare proprio servendosi con le mani, anche il famoso prosciutto Pata Negra, viene affettato e assaggiato con le mani.

Da bere la bevanda preferita è il vino tinto (vino rosso), ma anche la birra. In Andalusia si ordina anche il famoso vino tinto di verano (vino rosso allungato con aranciata e limonata, servito con molto ghiaccio, una bevanda davvero gustosa e fresca). Ottimo e dissettante, perfetto per i molteplici piatti piccanti che vengono proposti e gustati.

Bibita indiana - il lassi


Dalla cucina indiana, dissetiamoci con un lassi
L’India è famosa per il suo cibo ma molte persone non sanno che vi si preparano tutta una serie di bibite dalle caratteristiche uniche e rinfrescanti. Un tempo bere alcol era vietato in molte culture etniche indiane, di conseguenza non troveremo molte bibite alcoliche. Oggi parliamo del lassi.

Dopo il the indiano, noto come Chai, la bevanda più diffusa è sicuramente il lassi. Si tratta di una bibita, dolce o salata, originaria dell’India del Nord, a base di yogurt o latte fermentato sbattutti con acqua o ghiaccio. A questi si aggiungono, oltre il sale o lo zucchero (ed in alcune versioni anche il miele) delle spezie e/o frutta, molto gettonato è il mango, ma anche la banana.

Nonostante potremmo a prima vista scambiarlo con un frullato, almeno due sono le differenze: la consistenza del lassi infatti risulta molto liquida, tanto che solitamente viene sorseggiato anche come accompagnamento durante i pasti per contrastare la piccantezza dei cibi con i quali viene servito, e l’aroma, che è decisamente speziato. E’ una bevanda dal grande potere dissetante e nutriente.

Dal libro “Cucina dell’india, sapori mistici, millenari” vi propongo questo lassi salato, che si presta anche ad essere dolce con la sostituzione dello zucchero al sale.

Cocktail di gamberi e Gazpacho


Credo di avere una certa passione per alcuni piatti classici, li trovo estremamente attraenti ed allo stesso tempo posseggono il vantaggio di poterli rendere nuovi, moderni.

Credo sia questa la vera essenza del gusto classico la sua eternità. Ed allora perchè non abbandonare, almeno per una sera, la tentazione del finger food o del sushi, e non riproporre due veri must dell’aperitivo?

Questa volta vi propongo:

* Cocktail di gamberi
* Gazpacho

Per il vostro cocktail di mare, ecco i semplici Ingredienti: 700gr di code di gambero, 1 uovo, olio di semi di soia, 1 cucchiaio di ketchup, qualche goccia di tabasco rosso, pepe rosa in grani, il succo di mezzo limone e qualche foglia di lattuga per guarnire.

Preparazione: fate cuocere le code di gambero in una padella con un bicchiere d’acqua coperte, in modo che si stufino, poi aspettate che si freddino in modo da poterle sbucciare più agevolmente e fatele insaporire con il succo del limone. Preparate una maionese utilizzando tutto l’uovo e l’olio di soia, non esagerate con l’olio perchè deve venire un pochino lenta. Poi create la salsa rosa unendo la maionese, il ketchup ed il tabasco, condite così i gamberi e metteteli nei bicchierini monoporzione. Decorate con del pane tostato, il pepe rosa e le foglie di lattuga tagliate a listarelle.

Io consiglio sempre di servire questo piatto molto freddo ma non ghiacciato, il che significa che dovete tirarlo fuori dal frigo circa 10 minuti prima di portarlo in tavola.

Ecco invece gli ingredienti per creare un intrigante Gazpacho: 500gr di pomodori maturi, 1 cetriolo sbucciato, 1 cipollotto, 1 peperone, peperoncino piccante -piccante secondo il gusto personale – olio extravergine d’oliva, un pizzico di sale, 1 cucchiaio di aceto, 1/2 bicchiere di acqua ben ghiacciata.

Preparazione: Mettete tutti gli ingredienti nel mixer e frullate accuratamente fino ad ottenere una crema densa. Servitelo molto ghiacciato, guarnendolo con gli stessi ortaggi tagliati piccolissimi e un mucchietto di cubetti di pane tostato da “tuffare” dentro la zuppa.

Spesso servo il gazpacho come aperitivo, perchè è un piatto sorprendente: è gustoso, leggero ed inaspettato. Quando riceverete i vostri complimenti, ricordatevi di noi…

Caipiroska alla Frutta



Aperitivi d’Estate: Caipiroska alla Frutta
La Caipiroska é un classico cocktail estivo che rivisita in chiave “moderna” la Caipirinha, il noto cocktail brasiliano a base di cachaca e lime. Lo rivisita nel senso che si sostituisce la cachaca con la vodka e si aggiunge la frutta fresca. Chi in estate non ha mai assaggiato la capiroska alla fragola? praticamente nessuno. Tra l’altro quando é preparata con la frutta fresca diventa una vera delizia, amata soprattutto dalle donne. Infatti questo cocktail è apprezzato soprattutto dalle femmine, forse perché si tende a prepararlo con della frutta rosa? oppure perché ha un sapore decisamente più dolciastro rispetto agli altri cocktail? ad ogni modo se avete una cena tra voi ragazze e volete proporre un aperitivo diverso dal solito calice di vino bianco, considerate la Caipiroska. Io ve la propongo al Pompelmo rosa perché mi piace particolarmente, ma se volete attenervi alla moda allora quella alla fragola è sicuramente la più gettonata. L’unica raccomandazione é il bicchiere rigorosamente “high ball” oppure “old fashioned”.

1 pompelmo rosa | 3 cucchiaini di zucchero di canna scuro | ghiaccio in cubetti | 30ml. di vodka bianca secca

LA PREPARAZIONE

1. Tagliare mezzo pompelmo in piccoli pezzi da circa 2 cm
2. Spremere il restante mezzo pompelmo e filtrarne il succo con un colino in modo da eliminare eventuali semini
3. Mettere i pezzi di pompelmo e lo zucchero in un mortaio e pestarli insieme fino ad averli praticamente sbriciolati
4. trasferire il tutto nel bicchiere, aggiungere il ghiaccio, il succo di pompelmo, la vodka e girare con un cucchiaino fino a far sciogliere bene lo zucchero
5. Portare in tavola e servire con delle cannucce

Se volete preparare la Caipiroska alla Fragola sarà sufficiente sostituire il pompelmo con 4 fragole a bicchiere, e anziché pestare lo zucchero e la frutta nel mortaio potrete tranquillamente frullarla con il minipimer.

giovedì 22 aprile 2010

Riso speziato al cocco


2 tazze riso a grana lunga
1/2 cucchiaino curcuma in polvere
1/2 cucchiaino cardamomo in polvere
1 cucchiaino cumino
2 cipollotti
3 cucchiaio arachidi sgusciate e spezzettate
1 cucchiaio cocco essiccato
1 tazza lt. latte di cocco
1 cucchiaio olio d'arachidi
curry | 1/2 cucchiaino

Fate scaldare l’olio sul fondo di una pentola e soffriggetevi le arachidi, quando saranno leggermente dorate aggiungete il cocco essiccato. Dopo pochi istanti aggiungete il latte di cocco e circa 2 tazze d’acqua, il curry e i cipollotti, dopo averli puliti,lavati e tagliati a fettine, e portate il tutto ad ebollizione.
Raggiunta l’ebollizione, abbassate la fiamma e lasciate sobbollire il tutto per circa 2 minuti. Quindi aggiungete tutte le altre spezie, mescolate e lasciate che il liquido arrivi nuovamente a bollire. Versate, adesso, il riso nella pentola e portatelo a cottura.
Cuocete il riso senza coperchio, mescolando di tanto in tanto fino a quando il liquido non sarà arrivato al livello del riso, quindi abbassate la fiamma e coprite la pentola con un coperchio e lasciate cuocere il riso per altri 10 minuti circa. Verificate il grado di cottura del riso e se necessario continuatela aggiungendo un altro po’ d’acqua. A cottura ultimata potrete servire il riso ancora caldo.

lunedì 19 aprile 2010

Mangio di corsa


Pausa pranzo una corsa a casa...! Insalata di pollo con patate, erbette e bacon. Il pollo avevo già lessato sera prima, indecisa di cosa mangiare ho preparata questo piattino veloce. Di solito mi piace gustare a tavola, ma il lavoro mi impedisce. Ciao

Capesante e pancetta su letto di purè di patate alle erbe


Ingredienti:
0.5 mazzetto di basilico
0.5 mazzetto di erba cipollina
600 g di patate farinose

sale
3 cucchiai di burro
1 cucchiaio d’olio d’oliva
12 capesante
12 fette di pancetta
1 dl di salsa d’arrosto
  1. Mettete da parte alcune foglie di basilico e un poco d’erba cipollina. Tritate il resto delle erbe. Tagliate le patate in quattro e lessatele in acqua salata. Scolatele quando sono ben morbide
    e sgocciolatele bene. Rimettetele in padella e schiacciatele. Unite poco di burro e il trito d’erbe, mescolate bene e condite con il sale. Tenete in caldo.
  2. Scaldate il forno a 90 °C. Riscaldate l’olio. Salate le capesante. Rosolatele a fuoco forte con la pancetta 1 minuto ca per lato. Abbassate il fuoco e continuate la cottura per altri 3 minuti. Terminate la cottura in forno per circa 10 minuti. Portate la salsa d’arrosto a ebollizione, unite il burro rimasto e salate.
  3. Distribuite il purè nei piatti formando un tortino. Accomodate le capesante e la pancetta sul purè, versate la salsa e guarnite con le erbe.

Aringhe alla maggiorana con mirtilli rossi


40 g di mirtilli rossi interi in vasetto, in vendita nei negozi di specialità
1 cucchiaio di maggiorana secca
100 g di panna acidula semigrassa
1 cucchiaio di vodka
25 g di maionese

sale

pepe
4 filetti d’aringa Bismarck di ca. 50 g
1.
Frullate la metà dei mirtilli con la panna, la maggiorana e la vodka con un frullatore a immersione. Unite la maionese e mescolate. Condite con sale e pepe. Fate sgocciolare le aringhe e tagliatele a bocconi. Mescolatele con la salsa e servite. Guarnite con i mirtilli rossi rimasti.

Mandioca in salsa di cocco con merluzzo

Manioca (vero nome Mandioca- Aipim- Macaxeira)

1 kg di mandioca (manioca)
2 peperoncini verdi
5 dl di latte di cocco
4 cucchiai di noce di cocco grattugiata
2 cucchiai di succo di limone
sale
1 cipolla
2 pomodori
400 g di merluzzo
1 cucchiaio di curcuma
pepe
2 cucchiai d’olio per cuocere



Preoarazione:
Pelate la manioca e tagliatela a cubetti. Dimezzate i peperoncini per il lungo e privateli dei semi. Trasferite la manioca e i peperoncini nel latte di cocco e fate sobbollire finché la manioca è cotta. Unite la noce di cocco grattugiata. Fate riposare brevemente. Insaporite con il succo di limone e salate.


Pelate la manioca e tagliatela a cubetti. Dimezzate i peperoncini per il lungo e privateli dei semi. Trasferite la manioca e i peperoncini nel latte di cocco e fate sobbollire finché la manioca è cotta. Unite la noce di cocco grattugiata. Fate riposare brevemente. Insaporite con il succo di limone e salate.



Nel frattempo, tagliate la cipolla a striscioline, i pomodori a spicchi e il merluzzo a pezzetti. Condite il pesce con la curcuma, sale e pepe. Rosolatelo bene nell’olio a fuoco medio. Estraete e tenete in caldo. Soffriggete la cipolla nella stessa padella. Unite i pomodori e conditeli con la curcuma, sale e pepe. Disponete il pesce sulla manioca e servite con le verdure.

ps: La mandioca si trova nei negozi alimentare cinesi
Visita il sito autore ricetta

Salmone e tonno al latte di cocco


NGREDIENTI PER 4 PERSONE

• 1 noce di cocco
• 200 g di filetti di salmone
• 200 g di filetti di tonno
• 3 lime
• 2 spicchi di aglio
• 8 foglie di cuore di lattuga per la decorazione
• 8 pomodorini pachino per la decorazione
• sale
• pepe nero in grani

PREPARAZIONE
Rompete la noce di cocco, staccate la polpa dal guscio ed eliminate la buccia marrone; tritate finemente al mixer la polpa e pestate il trito ottenuto in un mortaio di legno. Trasferite la polpa in una terrina, aggiungete un’uguale quantità di acqua, mescolate e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti. Trascorso questo tempo, filtrate il composto con un colino a maglie fitte rivestito con un quadrato di tela di cotone; strizzatelo bene servendovi della tela stessa finché tutto il succo sarà stato estratto, quindi conservatelo in frigorifero fino al momento di utilizzarlo.
Spremete e filtrate il succo di due lime e affettate sottilmente il terzo, tagliando a metà alcune delle fettine; preparate la marinata mescolando il succo e le fettine dei lime, l’aglio sbucciato e schiacciato, una presa di sale e una macinata di pepe. Tagliate a dadini il tonno e il salmone, riuniteli in una terrina e copriteli con la marinata al lime. Lasciate riposare in frigorifero per 2 ore. Lavate i cuori di lattuga e disponetene due foglie sul fondo di quattro ciotoline individuali insieme con due pomodorini pachino, lavati e tagliati a piccoli spicchi.
Scolate il pesce dalla marinata, trasferitelo nelle ciotole e irrorate con abbondante latte di cocco filtrato. Lasciate riposare in frigorifero per circa 30 minuti prima di servire.

domenica 18 aprile 2010

Insalata di Violette-Mangiare sano e costo zero


Erano lì nel mio giardino...delicate e bellissime... profumate e stuzzicanti... che fare? Provare... no? In tanti già mi avevano detto che le violette si possono mangiare... anche i denti di leone: il tarassaco per intenderci. C'era una giornata stupenda... una di quelle giornate che ti viene solo voglia di mangiare una bella insalata. Diciamo che l'insalata verde mista e ci ho semplicemente aggiunto le profumatissime violette... e i coloratissimi denti di leone... Ma non solo!! Ho candite le violette...appena asciute pubblichero la foto del mio lavoro. Le viole candite spno ottime accompagnate da un cocktail analcolico e fresco o una copa di gelato alla panna.
Gaia Montebello

sabato 17 aprile 2010

Millefoglie al Salmone


E' semplice, veloce e gustoso!!
Per la ricetta visita il sito dell'autore

Curry di pesce e cocco al vapore


Per chi ama il sapore esotico.

Curry di pesce e cocco al vapore

(per 4 persone) • 500 gr di filetti di pesce bianco a carne soda, privati della pelle • 300 ml di crema di cocco, più 4 cucchiai • 300 ml di latte di cocco • 2 uova, leggermente sbattute. Pasta di curry: 4/6 peperoncini rossi semiessiccati • 3 peperoncini rossi lunghi essiccati • 6 spicchi d’aglio • 3 cm di galangal o di zenzero • 1/4 di cucchiaino di curcuma in polvere • 3 bastoncini di citronella • 8 foglie di lime kaffir • sale • 3 cucchiaini di pasta di gamberi

Per il curry, private dei semi, sbucciate e tritate tutti gli ingredienti tenendo da parte qualche strisciolina di peperoncino e foglie di lime per la guarnizione. Mettete il tutto in un mortaio, aggiungete un pizzico di sale e pestate fino a ottenere una salsa liscia - aggiungendo la pasta di gamberi alla fine. In alternativa, potete usare il frullatore. Miscelate il latte e la crema di cocco con le uova, unitevi il curry e mescolate, tenendo da parte quattro cucchiai di crema di cocco per il momento in cui andrete in tavola. Dividete il pesce in quattro coppette, versatevi sopra la salsa, e cuocete a vapore per venti minuti o fino a che il curry si sarà ben rassodato. Servite ciascuna coppetta aggiungendovi sopra una cucchiaiata di crema di cocco e decorate con i filetti di lime e peperoncino che avete tenuto da parte. Gustate questo piatto accompagnato da riso al vapore e verdure verdi fresche, tipo fettine di cetriolo.

Gaia Montebello

Pomodorini e peperoncini



Questa settimana trapianto i pomodorini e peperoncini...
Il meteo non mi aiuta molto, spero una bella giornata.Ogni anno il mio piccolo orto è coloratissimo, di verde e rosso. Le insalatine invece preferisco non coltivare, appena escono fuori le lumache fanno feste. Uso dei prodotti per evitare le lumache (ucciderle), ma non amo molto inseticida. Chi sà perchè non mangiano i peperoncini!!. Bohh....


Gaia Montebello

Tonno al Sesamo


Questa sera a casa mia un "Finger Food" con gli amici, usero salmone fresco, tonno, gamberoni, ecc..

Ingredienti:

Tonno 500 gr
Sesamo 60 gr
Olio extravergine d' oliva
sale
Salsa di soia (non indispensabile)

Preparazione Tonno al Sesamo:

Prendete il vostro tonno in tranci e passatelo nel sesamo facendo in modo che il sesamo si attacchi bene, quindi mettete un filo d' olio in una padella antiaderente e fate cuocere da entrambi i lati per qualche minuto, quindi passate il tonno in forno a 230° per 5-6 minuti, quindi togliete dal forno adagiate su un piatto da portata e tagliate il tonno a fettine, quindi se volete prima di consumare potete aggiungere un filo di salsa di soia, il tonno al sesamo è pronto!!!

Gaia Montebello

giovedì 15 aprile 2010

Luoghi da Picnic


Il caldo torrido impone pasti frugali, ricette di rapida preparazione e un po' di refrigerio. Che cosa c' è di meglio allora di un picnic in una zona tranquilla e ombreggiata? In Lombardia gli spazi verdi non mancano di certo, ma spesso le mete scelte sono sempre le solite, una sorta di succursale delle città, altrettanto affollate e caotiche.
Le alternative esistono, eccone quattro non troppo battute dal turismo domenicale. VALDIDENTRO - In Alta Valtellina si può scegliere, per esempio, la Valdidentro, con i bei laghetti di Cancano e San Giacomo: immersi nella natura del Parco Nazionale dello Stelvio, si raggiungono con un po' di pazienza dalla statale 38 che da Colico porta in Valtellina. La valle è percorsa in tutta la sua lunghezza dal torrente Viola, affluente dell' Adda che nasce in Val San Giacomo e concorre a formare i due grandi laghi artificiali di Cancano. Il panorama è unico, il silenzio quasi irreale, la temperatura ideale per rilassarsi.
VALLE IMAGNA - Scendendo verso il Lecchese si arriva alla Valle Imagna: situata nelle Prealpi bergamasche, vicina a Bergamo città e a poco più di 50 chilometri da Milano, questa piccola Valle è facilmente raggiungibile dall' autostrada A4 (uscita di Bergamo o Dalmine) da cui dista una ventina di chilometri. Da Costa Valle Imagna si raggiunge la località Pertusino: prati verdi, il laghetto del Pertus, con vista sulle prealpi orobiche e sulle Alpi. E per il dopo pranzo si può scegliere una delle numerosissime passeggiate alla scoperta dei dintorni oppure alla ricerca di fragole, mirtilli, lamponi e more, di cui questo territorio è ricchissimo.

Il cestino del picnic è un contenitore in cui, di solito, si racchiudono prelibatezze e piatti freddi, da consumare all' aperto, possibilmente senza posate né piatti, per un pranzo veloce e in assoluta libertà. Via libera dunque ad insalate di riso, a fresche macedonie, a polpettine e torte salate. Ma per un vero picnic del gusto, in cui si abbinano le prelibatezze locali ai luoghi che andiamo a visitare, dobbiamo spaziare all' interno del vasto ricettario della cucina tradizionale lombarda. La cotoletta alla milanese, anche se un po' lunga da preparare, una volta privata dell' osso può diventare il succulento protagonista di un panino con i fiocchi, ottimo da gustare anche seduti in un prato. E ad accompagnare un bel piatto di salumi locali, salame mantovano in testa, seguito da bresaola, slinzega e violino di capra della Valchiavenna, non potranno mancare le cipolle all' aceto della tradizione brianzola. Oltre ai «piatti» di carne, il picnic offre un ventaglio di prelibatezze anche per i vegetariani.


Sandra Caxambu-Aderisci al progetto "Vivere la Natura"- Lasci un commento

Cakes con broccoli e Speck di carrè


Cakes con broccoli e Speck di carrè

Sembrerebbe un piatto estivo, considerato che i cakes sono cibo da pic-nic e simili, ma la presenza nell'impasto dei broccoli e dello Speck di Carrè Bernardi della bottega Esperya, legato e affumicato ancora in modo tradizionale, rendono questi cakes caldi e confortanti al punto giusto.
Un'idea per ben iniziare una cena novembrina o, in versione ancora più ridotta, lo stuzzichino giusto per i buffet delle prossime festività.
Ingredienti per 5 cakes individuali o per uno grande:
3 uova
150 g di farina
1 bustina di lievito per torte salate
1 dl di latte
1 dl di olio extravergine d'oliva
3 cucchiaiate di parmigiano grattugiato
75 g di Speck di Carrè
150 g di broccoli lessati
farina e olio per friggere
sale e pepe q.b.
Passiamo i broccoli a cimette piccole nella farina e friggiamoli in olio bollente, asciughiamo su carta assorbente. Lavoriamo le uova con la farina mescolata al lievito, l'olio, il latte, il parmigiano e un pizzico di sale e pepe. Uniamo i broccoli e lo Speck tagliato a cubetti. Versiamo il composto nelle tegline da mini plum-cake o in una teglia da plum-cake grande imburrata e infarinata. Inforniamo a 180° per 25-30 minuti o finchè facendo la prova delo stecchino lo stesso risulterà asciutto.

Mi sembra delizioso... preparero domani.

Questa ricetta non è ideata da me, visita il sito autore ricetta. Vai nel sito

mercoledì 14 aprile 2010

Croazia

2000 e 2001 sono stata in vacanza isola di Pag... Mare acqua cristallina, popolo chiuso senza un sorriso, cucina non il massimo per i miei gusti.
Due belle vacanze ma ho scoperto ben poco del gusto e sapore particolare.
L'agnello di Pag

Salvo l'agnello allo spiedo e considerato un piatto nazionale.
Tutti favoriscono il loro agnello, e in qualche modo hanno tutto il diritto. Perché? Semplicemente perché Croazia e un paese piccolo, piena di grandi contrasti geomorfologici, geografici ed della clima, e questo influenza notevolmente la peculiarita di erba e piante con le quali si nutriscono l'animali.
Lungo la costa della Croazia, bagnata dal Mar Adriatico, vi sono oltre un migliaio di isole, di cui solo una cinquantina abitate. Le isole principali e più frequentate son0 Krk e Rab nel golfo del Quarnaro, Pag nella Dalmazia settentrionale, Brac, Hvar e Korcula nella Dalmazia centro-meridionale.

Isole Croazia
Le isole minori, dove il turismo è meno sviluppato, sono talvolta più difficili da raggiungere e offrono alloggi più spartani, ma possiedono il fascino e la tranquillità dei luoghi a misura d'uomo e con un maggiore rispetto per l'ambiente naturale.

Rispetto alle isole della Grecia e del mediterraneo meridionale, le isole della Croazia si caratterizzano per la rigogliosa vegetazione che spesso le ricopre interamente. Grazie alle particolari correnti il mare è sempre limpido e pulito e la temperatura dell'acqua piuttosto bassa.

Le cittadine, i borghi e i villaggi sono spesso di grande interesse storico e artistico e presentano centri storici medievali con evidenti tracce dell'influenza politica e culturale della Repubblica di Venezia che per molto tempo ha governato queste isole.

Gaia Montebello

Buona cucina- Gargnano sul Lago


Amate la buona cucina e la musica classica? Certe passioni possono costare caro, ma non sempre. Ho scovato un bel ristorante chiamato Sostaga, a Navazzo di Gargnano sul lago di Garda, che organizza una volta al mese performance musicali abbinate alla cena. Il prezzo per una serata che comprende aperitivo, concerto di un’ora e cena costa 60 € a persona, anche se i vini non sono sono compresi nel prezzo. Certo val la pena consultare la carta dei vini, in pdf sul sito, che vanta ben 200 nomi provenienti dai vitigni di Veneto e Toscana, ma anche del Trentino e dell’Alto Adige.

Gaia Montebello